ESOTIKI RISPONDE A: 5 domande comuni da sapere prima di addestrare gli animali di casa

da | Gen 29, 2023 | Amici animali

Addestrare correttamente gli animali domestici?
5 cose da sapere assolutamente

Quando si parla di Animal Training c’è sempre il “dubbio amletico” di non comprendere mai abbastanza il nostro amico animale, anche perché parliamo di un metodo in costante sviluppo, sia nella ricerca, che nella tecnica applicata sul campo. Infatti, gli errori dei principianti sono spesso frequenti o nascosti dietro l’angolo, ma non scoraggiatevi, perché Esotiki cercherà di fare chiarezza ad ogni vostra domanda. Prima di continuare a leggere le nostre risposte, bisogna fare qualche piccola premessa: è un tema che ci sta molto a cuore a noi di Esotiki e vogliamo trasmettervi il più possibile il suo ruolo centrale nella vita dei nostri amici animali. Il training cambia completamente il suo livello di difficoltà e di conoscenze a seconda della specie, dell’individuo e del comportamento preso in questione. Si passa da piccole attenzioni, come quelle che diamo per seguire la dieta del nostro animale, fino ad applicare la stessa professionalità che richiediamo durante le sedute dal veterinario. E magari, una volta finito di leggere tutto, scoprirete quanto l’argomento può essere strettamente legato a noi umani.

Ecco, qui di seguito, le domande più frequenti che ci sono state fatte sull’argomento.

La parola “Training” significa “Addestrare” o “Ammaestrare”?

Questa è la prima domanda sulla quale fare chiarezza, anche perché, come abbiamo già detto, il mondo del training è in costante evoluzione e, soprattutto all’inizio, lo si può confondere per una mera arte circense, ma non è così. Anche utilizzare il verbo “addestrare” può risuonare alle vostre orecchie come qualcosa di marziale e severo, per questo motivo noi di Esotiki preferiamo usare la parola inglese “training”, poiché facciamo molto riferimento a testi stranieri molto aggiornati e risulta più facile da descrivere al pubblico, senza che questi si confondi con altre metodologie completamente diverse. Quindi parliamo di un Legame di natura non invasiva, dove il protagonista non siamo noi o le nostre capacità, ma il nostro animale; infatti, il nostro obbiettivo sarà sempre quello di mettere in risalto le sue qualità.

Il mio animale non mi obbedisce: cosa faccio?

Molto spesso capita di confondere il training in una serie di comandi, ma non funziona questa visione in “bianco e nero”. Evitiamo di parlare della formazione del trainer, perché il nostro scopo è darvi dei consigli utili e molto semplici da applicare, ma dovete sempre tenere l’attenzione sull’ascolto del vostro animale, perché è ciò di cui ha bisogno, e non basare il vostro training solo su quello che fa più comodo a voi. Partite con comportamenti semplici e positivi, anche quelli che già manifesta e create un legame di fiducia reciproca ripartendo da lì.

Mi presta attenzione solo quando tengo del cibo con me!

È un comportamento normalissimo quando condividiamo il nostro spazio e tempo con un altro essere vivente. Ciò non deve diventare un legame di dipendenza tramite il cibo, ma andiamo nel dettaglio. Scegliete una dieta con l’aiuto di un veterinario, a seconda delle esigenze del vostro animale vi sarà consigliato se somministrare quel cibo in momenti della giornata o durante il training. Per evitare di trasformarvi in un distributore di cibo, cominciate ad osservare il vostro amico animale e notate quali sono i comportamenti che volete incoraggiare in questo modo. Alternate il cibo con un gioco, in modo casuale; una volta assicurata la sua attenzione per questi due elementi provate solo a ricreare quella situazione senza alcun premio e ripetete questa “roulette” di stimoli. Ecco che avrete un animale attento per tanti altri motivi oltre al cibo, motivato a darvi ascolto perché siete voi a dargli attenzione per primi.

Solo gli animali problematici devono fare training?

No, e nemmeno ci si deve soffermare troppo su una vera definizione che descriva alcuni animali come problematici ed altri sani, perché tutti possono fare training, e chi tiene, e si prende cura, di un animale deve capire quanto questo lavoro sia alla base della loro quotidianità. Parliamo di trainer che hanno capito come interagire con il proprio animale, fosse questo un mammifero, un uccello, un rettile, un pesce o un insetto. L’importante è instaurare un rapporto in cui sia l’uomo che l’animale si sentano appagati.

Ci sono giorni che il training non viene eseguito bene: ma è colpa mia?

Un buon training non si può decidere come una vittoria o una sconfitta. Se un giorno va tutto storto non bisogna insistere, ma anzi, fate “un passo indietro” con un training in cui entrambi vi sentite a vostro agio e terminate la sessione con positività e mai con un senso di colpa, perché prima di tutto quello è un momento di divertimento per entrambi.

Lo staff di Esotiki vi ringrazia e spera che vi sia piaciuto questo e tanti altri articoli!

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